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Rimborsi elettorali ai partiti : Il confronto con quelli Europei

martedì 21 febbraio 2012 6 commenti

Rimborsi elettorali ai partiti : Il confronto con i partiti Europei


Rimborsi elettorali ai partiti.Oggi affrontiamo una tematica scottante, quella dei rimborsi elettorali.I rimborsi elettorali ai partiti, da Berlino a Roma, da Madrid a Parigi , ecco il confronto Italiano con gli altri paesi Europei.

Vediamo prima come funziona in generale il sistema dei rimborsi elettorali per comprendere al meglio il confronto successivo.In Italia esiste il sistema dei " rimborsi elettorali ", vuol dire che lo Stato finanzia i partiti con i soldi pubblici, ma non in base alle spese sostenute ma in base ai seggi conquistati.I pagamenti sono suddivisi tra rimborsi per : Parlamento, Senato, Regione, Parlamento Europeo.Per qualsiasi elezioni, un partito, una volta superata la soglia dell'1% di voti, riceve un particolare rimborso elettorale, anche se magari quel determinato partito non è entrato in Parlamento perché avrebbe dovuto superare la soglia di sbarramento del 5%.In Italia non c'è un limite al finanziamento, in teoria c'è, ma è formato dal numero degli iscritti alle liste elettorali, milioni e milioni, e dalle circoscrizioni in cui si presenta il partito.


Rimborsi elettorali ai partiti : Il CONFRONTO


Chi riceve il rimborso


In Italia : Un partito con almeno l'1% dei voti riceve il rimborso
In Francia : Un partito per ricevere i fondi deve aver avuto almeno l'1% di voti, per i candidati il 5%
In Inghilterra : Solo i partiti d'opposizione che sono in Parlamento prendono il finanziamento pubblico
In Germania : I rimborsi sono proporzionati ai consensi, necessariamente un partito deve ricevere l'1% di voti nel Lander e lo 0,5% nel Bundestag.

Su cosa è basato il rimborso 


In Italia : Il rimborso è basato sui seggi conquistati
In Spagna : Il rimborso è basato sui seggi conquistati e sui voti conquistati


 A quanto ammonta il rimborso


In Italia : I partiti possono prendere fino a 4 Euro per ogni iscritto alle liste elettorali.
In Germania : I partiti prendono massimo 0,85 Centesimi di Euro a iscritto nelle liste elettorali


Limiti al finanziamento


In Italia : Non c'è un limite numerico per il rimborso ai partiti
In Germania : C'è un limite al rimborso pubblico che si attesta sui 133 milioni annui , comprensivi di autofinanziamento dei partiti.Chi sgarra rischia il carcere dai 3 ai 5 anni.
In Spagna : Il tetto massimo mai raggiunto per i finanziamenti ai partiti è pari a 82 milioni di Euro contro i 6 miliardi Italiani.
In Francia : Il limite massimo per i finanziamenti è di 80 milioni di Euro




Chi controlla il bilancio di un partito


In Italia : Il bilancio di un partito è convalidato dal partito stesso
In Germania : Il bilancio di un partita è soggetto a doppia contabilità, con controllo della Corte Federale dei Conti.
In Spagna : La Corte dei Conti può pronunciarsi sul bilancio dei partiti e decidere di non togliere ad un determinato partito il diritto ad essere finanziato in caso di mancato rendiconto ingiustificato.
In Francia : Il bilancio del partito deve essere ogni anno depositato presso una commissione particolare dopo aver superato due rigidi controlli.Esistono sanzioni per chi viole queste norme.
In Inghilterra : Il bilancio di ogni partito è disponibile e consultabile su Internet



Finanziamenti privati e percentuali


In Italia : I finanziamenti privati anonimi possono arrivare massimo a 50.000 Euro senza obblighi contabili, il 90% dei soldi incassati dai partiti è denaro pubblico.
In Germania : I finanziamenti privati ai partiti hanno un tetto massimo di 1000 Euro e i finanziamenti esteri sono vietati.Il 70% dei soldi incassati dai partiti sono soldi pubblici.
In Inghilterra : I finanziamenti pubblici ai partiti sono circa il 20% di quello che i partiti ricevono, il resto 80% è incassato attraverso donazioni, raccolte fondi, e organizzazioni.



Conclusioni finali


Questi dati sono indicativi e non vogliono significare che i metodi per i  rimborsi elettorali Europei dovrebbero essere copiati dal Governo Monti per applicarli in Italia.Come dico sempre, non esiste una legge migliore in assoluto, esiste sola la legge migliore per un determinato paese.

Fonte : IlSole24Ore, Yahoo Finance UK


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Grecia fuori dall'Euro : Ecco le conseguenze

lunedì 13 febbraio 2012 0 commenti

Grecia fuori dall'Euro : Ecco cosa potrebbe accadere se la Grecia lasciasse l'Eurozona 

Grecia fuori dall'Euro ? Ecco quali sarebbero le conseguenze di questa scelta.La Grecia è sull'orlo del default, ieri notte 12 Febbraio 2012, Atene è stata incendiata, stazioni di polizia e banche distrutte e migliaia di manifestanti in piazza.In questo clima di crisi economica mondiale e dopo i recenti sviluppi Greci, si affaccia sulla scena Europea la possibilità di un'uscita dall'Europa da parte della Grecia, o perlomeno un'uscita dalla moneta unica.

Cosa accadrebbe se la Grecia lasciasse l'Euro ? 

Per rispondere a questa scomoda domanda riassumiamo le parole di alcuni economisti.Iniziamo con la visione dell'economista Alan Clarke di Scotia Capital.
  • Secondo Alan Clarke, qualsiasi passo della Grecia, in qualsiasi direzione e quindi anche l'uscita Greca dall'Euro, registrerebbe danni inimmaginabili per tutti i membri dell'Eurozona.Il problema principale risiede nel fatto che tutte le banche Europee sono collegate tra loro, attraverso scambi di capitale, debiti e crediti, se le banche di un paese falliscono il rischio di fallimento per le altre banche aumenta di un buon 50%.Il fallimento di una sola banca potrebbe contagiare le altre, come successe per la Leman Brothers, creando fallimenti a catena, calcolando che il fallimento di una banca provoca in media la perdita del 20% del valore delle altre banche.Le banche più esposte sarebbero quelle Francesi, Tedesche e le banche del Belgio.Fortunatamente la situazione critica della Grecia va avanti da quasi un anno e molte banche ed altri istituti di credito, attraverso accordi e non solo , sono in procinto di crearsi una rete difensiva contro il fallimento delle banche Greche.
  • Secondo Simon Kirby, osservatore della INRES, la svalutazione della moneta nel caso di un uscita della Grecia dall'Euro, sarebbe una prospettiva reale e renderebbe molto più probabile il default del Portogallo.Ma c'è anche un'aspetto positivo nel caso in cui la Grecia uscisse dall'Euro, infatti gli interessi sul debito pubblico Greco calerebbero di molto e questo potrebbe portare un discreto flusso di capitali nella nazione ellenica.La situazione potrebbe paragonarsi alla situazione Argentina nel 2001/2002 , nella quale l'Argentina, dopo essere passata al dollaro tornò al pèsos e ne uscì più forte di prima, ma qui siamo in Europa e le difficoltà sono molto più grandi.Lasciare l'Euro sarebbe una scelta molto rischiosa ma anche coraggiosa.
  • Secondo un gruppo di economisti dell'UBS, lasciare l'Europa non è semplice, il trattato di Maastricht non prevede un'uscita dall'Euro e questo comporterebbe quindi una revisione totale del trattato per permettere la secessione di un paese, in questo caso la Grecia, senza contare la possibilità di veto e il referendum necessario tra tutti i paesi dell'Europa.L'unico modo di lasciare l'Europa sarebbe quello di farlo " illegalmente ".La Grecia, nel caso in cui si tirasse fuori dall'Euro, dovrebbe sostenere una spesa di circa 10.000 Euro a persona per il primo anno, e 4.000 Euro per gli anni successivi, che equivalgono a circa il 50% del proprio PIL.
  • Secondo Andrew Rosa dell'Università di Berkley, se la Grecia riuscisse a uscire indenne dall'Europa, che sinceramente ritengo improbabile, in dieci anni registrerebbe una crescita esponenziale della sua grandezza, ricchezza, ma in particolare della sua democrazia, anche se l'inflazione rimarrebbe il problema maggiore, rimanendo più alta della media degli altri paesi Europei.
  • Secondo Spyros Economides, l'uscita della Grecia dall'Europa sarebbe un vero disastro, non tanto per l'impatto che potrebbe provocare sugli altri paesi, ma perché le probabilità che la Grecia si rialzi da questa crisi sono veramente esili, tornare alla Dracma attrarrebbe moltissimi investimenti ma non c'è nessuna garanzia sulla loro solidità e stabilità, calcolando che il 70% di essi si concentrerebbero sul turismo che in questi ultimi 5 anni ha registrato un calo del 14%.
  • Secondo Vastirios Momastiriotis, l'uscita della Grecia dall'Euro significherebbe il fallimento dell'Europa e dei suoi membri e a questo punto cosa potrebbe impedire al Portagallo e all'Italia , i prossimi nella lista dei fallimenti , a seguire l'esempio Greco ?

Crisi Greca :Le Cause

sabato 11 febbraio 2012 16 commenti

Debito Grecia : Ecco le cause del debito pubblico della Grecia


La Grecia è sull'orlo del default, il debito pubblico della Grecia è alle stelle, la crisi Greca non accenna a fermarsi nonostante tutti gli sforzi dell'Unione Europea, ogni giorno centinaia di manifestanti si riversano nelle strade, sempre più a stento contrastati da una polizia stanca e confusa.Ma quali sono le cause della crisi greca ?


Crisi Greca : Le cause


Come ogni Stato sull'orlo del default, anche per la Grecia è difficile ritrovare tutte le cause primarie della crisi.Prima della nascita della moneta unica, la Grecia era una nazione lontana anni luce dal pericolo di default, la punta di diamante dell'economia Greca, era infatti, il turismo ma in particolare il settore pubblico.Il settore pubblico Greco era infatti un settore efficientissimo, senza sprechi e soldi dati a fondo perduto, quindi con costi relativamente bassi per lo Stato.La principale causa della crisi Greca può essere ritrovata nello scontro tra due eventi : l'entrata dell'Euro e l'aumento, giustificato visto il rendimento, dei salari pubblici, questi eventi combinati infatti hanno mandato in tilt lo Stato Greco, che non ha ben calcolato quindi, la differenza sostanziale tra l'aumento di uno stipendio di 500 Euro invece che di 500 Dracme.Vediamo ora le altre cause della crisi Greca :
Non è stato solamente l'aumento esponenziale dei salari pubblici a far crollare l'economia Greca, l'età pensionabile in Grecia è molto più bassa della media Europea e nonostante gli sforzi dell'Unione, tutti i partiti Greci hanno votato sempre contro una riforma delle pensioni, catalogandola come baluardo non modificabile.C'è anche da dire che oltre all'età pensionabile relativamente bassa, la Grecia ha sempre concesso  agevolazioni e benefici fiscali molto più alti rispetto agli standard Europei.Ma le cause della crisi Greca non sono finite, una massiccia evasione fiscale ed un calo nel settore turistico, hanno fatto il resto, trascinando nel baratro la Grecia.

Le cause della crisi greca : Le banche

Con il crollo della borsa Greca a Giugno, una crisi nera sovrasta la Grecia, ed il Parlamento Greco è costretto a  chiedere immediatamente aiuto al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Centrale Europea e all'Unione Europea.La Grecia avrebbe dovuto ricevere aiuti per più di 130 miliardi di Euro per salvarsi dalla crisi, una cifra veramente sproporzionata.Il Governo Greco quindi è stato costretto a "vendere" il proprio debito pubblico, come i mutui "subprime" negli Usa che venivano riconfezionati e rivenduti una seconda volta per tutto il continente.
Tutti volevano un pezzo della Grecia per comandarla, acquistando una parte del suo debito pubblico, si acquistava una parte della Grecia, privandola della sua democrazia etica.In linea teorica, tutto questo avrebbe dovuto salvare la Grecia, ma cosi non è avvenuto poiché l'Europa già troppo sfiancata dalla grande crisi globale, difficilmente poté combattere su due fronti, ma l'idea che il fallimento di uno Stato dell'Unione, come la Grecia, avrebbe potuto provocare il fallimento di tutti gli altri,  ha terrorizzato tutti i grandi paesi Europei, tranne naturalmente l'America e la Germania con le loro banche, considerate " troppo grandi per fallire ".

Tracciabilità dei pagamenti : Ecco cosa è cambiato

venerdì 27 gennaio 2012 2 commenti

Tracciabilità dei pagamenti : Cosa è cambiato 

Nel decreto Monti, la lotta all'evasione e l'aumento della tracciabilità dei pagamenti sono stati due punti cardine della manovra, ma sono stati anche due punti molto discussi, in particolare il punto sulla tracciabilità.


  • Che cos'è la tracciabilità dei pagamenti  : Tracciare i pagamenti significa permettere al Fisco di ricostruire tutti i movimenti che ha fatto il tuo denaro, se ad esempio qualcuno ti ha accreditato qualcosa o se hai pagato un'azienda, il Fisco lo sa.Naturalmente per tracciare il denaro è necessario che il suo movimento sia effettuato attraverso strumenti che non siano il denaro contante, che infatti non ha nome e possessore, il denaro infatti può essere tracciato solamente attraverso assegni circolari, bonifici ed altri strumenti.Nell'assegno infatti c'è scritto chi è che riceve il denaro e chi è il debitore di esso, mentre un pagamento in denaro contante, potrebbe non essere mai avvenuto perché non lascia traccia di esso.



  • Tracciabilità dei pagamenti : Cosa è cambiato davvero
La manovra Monti prevede che dal 1 Gennaio 2012, l'utilizzo del denaro contante e il valore dei titoli al portatore, quindi anche i libretti di risparmio, non possa essere superiore a 1000 Euro. Ecco la parte del decreto che ci interessa :


"Le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all'importo di euro mille: conseguentemente, nel comma 13 del predetto articolo 49, le parole: «30 settembre 2011» sono sostituite dalle seguenti: «31 marzo 2012 ». Non costituisce infrazione la violazione delle disposizioni previste dall'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, commessa nel periodo dal 6 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012 e riferita alle limitazioni di importo introdotte dal presente comma."


Questo vuol dire che legalmente non potremmo effettuare pagamenti in contanti superiori a mille euro e di conseguenza non ci converrebbe neanche riceverli, in quanto poi, li dovremmo comunque depositare in banca attirando l'attenzione del Fisco sull'apparizione magica di questi soldi.
La manovra Monti prevede anche che la Pubblica Amministrazione debba pagare i propri creditori obbligatoriamente versando il denaro nel  loro conto corrente o altrimenti utilizzando altri strumenti di pagamento elettronici.La manovra Monti prevede anche che il versamento delle pensioni superiori a mille euro sia effettuato attraverso conto corrente, questo significa che ogni pensionato debba avere necessariamente un conto corrente, con evidente felicità delle banche.
Per favorire l'apertura di conti correnti in sostanza " obbligatori " è stato previsto dal Ministro dell'Economia e dalla ABI la creazione di un " conto corrente semplice " con spese quasi azzerate, trasparente e di facile utilizzo, per tutte le persone che ne dovranno utilizzare uno.La creazione di questo " conto corrente semplice " è un evoluzione del precedente già firmato nel 2010 tra Governo  ABI e consumatori.
La tracciabilità del denaro è uno strumento quindi utile a far uscire in superficie il denaro " nero " che non incrementa in questo modo la ricchezza Italiana e che non incrementa però neanche le casse dello Stato perché " Denaro che non esiste, non può essere tassato..."




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Le Agenzie di Rating : Cosa sono e cosa fanno

giovedì 19 gennaio 2012 1 commenti

Le Agenzie di Rating : Cosa sono e cosa fanno 


Ci declassano ogni giorno, regolano e comandano il mercato , ma quasi nessuno conosce la loro vera funzione.Stati e Governi Europei fluttuano regolarmente sulle dichiarazione e valutazioni di queste agenzie anche se non hanno nessuna garanzia legale.
Scopriamo allora cosa sono queste agenzie di rating


Le Agenzie di Rating nascono verso la meta del novecento, principalmente in America.Le agenzie di rating valutano la solidità finanziaria di moltissimi organi, tra cui Stati , banche , assicurazioni ed imprese.Le agenzie di rating indicano con un voto o con una percentuale la probabilità di fallimento dei soggetti presi in esame.Le principali agenzie di rating Statunitensi sono : Fitch , Standard & Poor's e Moody.

Dal sito di Standard & Poor's , sotto la voce " chi siamo " troviamo una dettagliata descrizione di cosa sia un agenzia di rating : " La nostra agenzia , presente sul mercato da più di 150 anni, è ormai una garanzia per tutti gli investitori mondiali. Da anni , Standard & Poor's aiuta milioni di investitori ad investire in mercati solidi e redditizi, grazie ai nostri indici di valutazione del rischio, ricerca di migliori investimenti, grazie anche alla tecnica del mercato intelligente "


Visto l'effetto devastante che hanno avuto queste agenzie in Italia e in Europa , più che aiutare milioni di investitori a me sembra che il loro scopo sia mettere sul lastrico interi Stati e Governi.Forse era meglio molti anni fa , quando il potere era in mano a chi possedeva l'esercito più grande, piuttosto che oggi dove il potere è in mano a chi ha più soldi o a chi è in grado di governare i mercati.

Il paradosso delle agenzie di rating : Perché tutti le ascoltano


Se un giorno qualsiasi un altro blog, magari più importante e più grande del mio, mi descrivesse come un buffone ed un incapace, sicuramente ne rimarrei infastidito , chiederei spiegazioni ma alla fine penserei che forse è tutta una questione di punti di vista.Se invece, un giorno qualsiasi , il mio Governo , decidesse di chiudermi il blog per gioco d'azzardo illegale , non penserei ad una questione di punti di vista.Tutto questo può benissimo essere applicato alle agenzie di rating : Perché dovrei ascoltare il parere un agenzia di rating estera e senza nessuna garanzia legale ( le agenzie non sono istituite dallo Stato ) , piuttosto che andarmi a guardare i dati Istat sulla nostra economia e tirare due somme ? Ovviamente per nessuna ragione , ma il mondo è dominato dal denaro e se qualcuno molto più grosso ed importante di noi dovesse gridare " all'lupo , all'lupo" tutto il mondo ci crederebbe , anche se il lupo ( per quel momento ) non si è ancora visto.


Il paradosso di queste agenzie di rating è che non hanno nessuna tutela legale, per lo Stato Americano e per qualsiasi altro Stato non hanno più valore di una qualsiasi altra impresa, non c'è scritto da nessuna parte che il parere di Standar & Poor's sia giusto e vincolante.L'Istat che è un organo Statale Italiano , tutelato e disciplinato dallo Stato , ha protezione legale , e in linea teorica , quello che dice è da considerarsi veritiero e non mi spaventerei se un dato Istat modificherebbe le quotazioni di mercato.Le agenzie di rating hanno un potere fasullo , inesistente, recentemente infatti, per consolidare questa tesi appena esposta, una di queste agenzie è sotto inchiesta per aver effettuato una valutazione " taroccando " i dati a sua disposizione per alterare i mercati.
Un altro paradosso delle agenzie di rating è il loro incredibile amore per la patria : Tutte le agenzie Statunitensi, dopo lunghi e complessi esami, hanno valutato gli USA con una tripla A, tutte le agenzie di rating Giapponesi valutano il proprio paese con una tripla A , anche se il loro debito pubblico è peggiore del nostro.Per farla breve , ogni agenzia di rating valuta il proprio paese con il massimo dei voti , anche se tutte le altre agenzie non lo fanno.
Sono io a vederci sbagliato ? Oppure c'è veramente qualcosa che non va ?

Che cos'è una liberalizzazione

mercoledì 18 gennaio 2012 1 commenti

Che cos'è una liberalizzazione : Che vuol dire liberalizzare


"Liberalizzazioni a più non posso".Questo è lo slogan del Governo Monti per far fronte alla crisi che attanaglia l'Italia.Si vuole liberalizzare tutto, dai tassisti alle farmacie, solamente per favorire la concorrenza, ma prima di parlare di giusto o sbagliato , cerchiamo di capire "in primis" che vuol dire liberalizzare ma sopratutto che cos'è una liberalizzazione.


Liberalizzare..


Vuol dire rimuovere la tutela statale da un settore e regolare questo settore in base alle leggi generali del mercato.La premessa perché avvenga una liberalizzazione è che, in un determinato settore sia presente o un monopolio, ed in questo caso, liberalizzare vorrebbe dire ampliare l'offerta del settore ed aumentare la concorrenza, oppure può avvenire liberalizzazione quando il settore da liberalizzare è bloccato da regole d'ingresso e di uscita , creando una fitta rete di piccoli attori, in questo caso vorrebbe dire concentrare il mercato per quel settore e premiare i migliori tra i tanti attori.In entrambi i casi ( di monopolio o di regole troppo rigide )  attuare una liberalizzazione potrebbe far soffrire l'economia , modificando infatti il suo corso naturale tra domanda e offerta.
La questione " liberalizzare o no " , non deve essere affrontata secondo il criterio " liberalizzare è meglio perché è un bene dell'economia ".La questione delle liberalizzazioni deve essere affrontata secondo un criterio di ordine legale, dobbiamo eliminare con le liberalizzazioni tutti gli ostacoli legislativi che impediscono la libera iniziativa : " Liberalizzare per favorire la libera iniziativa e per semplificare la legislazione ".Prima della liberalizzazione del gas e dell'elettricità ,tutti i cittadini infatti, erano soggetti a contratti di gas ed elettrici " unilaterali " , uguali per tutti , senza possibilità di concorrenza , bloccando in questo modo sia l'innovazione tecnica che l'economia.
Liberalizzare comunque non è sinonimo di risparmiare, in alcuni settori liberalizzati infatti , le merci potrebbero essere vendute a prezzi meno vantaggiosi mentre in altri settori si potrebbe registrare un grande calo di prezzi.

Che cos'è Equitalia e perché la odiano tutti

martedì 17 gennaio 2012 22 commenti

Che cos'è Equitalia e che cosa fa  

Spesso sentiamo parlare di questa fantomatica agenzia che porta il nome di Equitalia, senza sapere con certezza cosa sia e quale funzione svolga.Come sempre i telegiornali ci riferiscono notizie su questa agenzia, senza mai preoccuparsi di descriverci nel dettaglio cos'è e quale sia la sua funzione.

.." Bomba a Equitalia " , " Protesta davanti alla sede centrale di Equitalia " ... 

Perfetto, tutte bellissime notizie, ma cos'è Equitalia ?

Equitalia è una società per azioni a totale capitale pubblico, per il 51% controllata dall'Agenzia delle Entrate e per il 49% controllata dall'Inps.Equitalia quindi non è un ente statale , ma semplicemente una società controllata da enti statali.
Equitalia è INCARICATA della riscossione a livello nazionale di tributi e contributi.Prima che ad Equitalia venisse incaricato il mandato di riscuotere tributi , la riscossione degli stessi avveniva tramite banche ed altri istituti privati.La nascita di Equitalia quindi dovrebbe, teoricamente , far abbassare i costi statali della riscossione dei tributi.
La società Equitalia è stata disciplinata con un decreto legge , ciò vuol dire , che la legge che disciplina questa società è stata studiata e scritta esclusivamente dal Governo e solamente successivamente questa legge è stata approvata dal Parlamento dopo 60 giorni.

Perché tutti si accaniscono contro Equitalia

Bombe, ordigni, proteste, proiettili, manichini ed impiccati, tutti insieme davanti alle varie sedi di Equitalia.
Una delle note negative che fa storcere il naso a molti Italiani , quando si parla di Equitalia, è il fatto che non sia un ente Statale ma sia una società privata controllata dallo Stato ed incaricata di riscuotere i tributi.Potrebbe anche accadere infatti che domani , lo Stato revochi l'incarico di riscossione ad Equitalia, affidandolo ad un altro ente. Molti dubbi nascono anche dagli interessi della mora ( se devo pagare 100 e non pago , per ogni giorno che non pago , dovrò dare 0,10 centesimi in più al giorno.Cosi alla fine invece di dare 100, dovrò dare 110 dopo cento giorni di ritardo nel pagamento). Gli interessi della mora sono disciplinati dal Codice Civile.
Una ritrattazione completa sulla materia di riscossione tributi dovrebbe essere all'ordine del giorno per il Governo.
Gli atti di terrorismo psicologico contro le sedi di Equitalia sono da condannare in toto, anche se la crescita esponenziale di questi terribili atti dovrebbe far nascere una riflessione intorno all'agenzia di riscossione tributi nazionale.



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