Primi Instant Poll : Politiche e Regionali

lunedì 25 febbraio 2013 4 commenti

Primi Instant Poll sulle elezioni politiche 2013

Elezioni 2013


Escono i primi risultati sulle elezioni politiche e regionali, attraverso gli Instant Poll 

Ricordiamo a tutti i nostri lettori che i dati ricavati da questi Instant Poll sono da prendere con le pinze e sono soggetti, molto spesso, a cambiamenti e potrebbero non rispecchiare la realtà.Per dovere di cronaca gli Instant Poll sono sondaggi istantanei basati su interviste brevi effettuate agli elettori subito dopo il voto.



Risultati Instant Poll ore 15 

PD :  35 % - 37 % alla Camera 
         32% - 34 %  al Senato


PDL :  29% - 31%  alla Camera
           30% - 32%  Al Senato


M5S : 19% - 21%  Alla Camera
           17% - 19% Al Senato


Monti :  8% - 10%  Alla Camera
             7% - 9%    Al Senato

Ingroia :  2% - 3%    Alla Camera
               2% - 3%   Al Senato 


Giannino :  1%- 1%    Alla Camera 
                 1% - 2%   Al Senato


A quanto emerge da questi primi dati, Bersani è in testa, seguito da Berlusconi, Grillo e Monti.
Fanalini di coda Ingroia e Giannino.

Catene da neve : Prezzo, montaggio e normativa

lunedì 18 febbraio 2013 0 commenti

Catene da neve 


Come montarle, quando servono, quanto costano e cosa dice la legge 


Dopo qualche giorno di studio vi proponiamo oggi un articolo sulle catene da neve, in particolare qual'è e cosa dice la nuova normativa sulle catene da neve, come si montano correttamente, quanto costano, quando servono ma sopratutto come usare queste benedette catene da neve.


Iniziamo perciò parlando della normativa che regola l'utilizzo e ed il mercato delle catene da neve.


  •  La legge dice che a partire dal primo Aprile 2013, solamente le catene da neve che avranno il marchio ONORM V5117, se prodotte all'estero e UNI se prodotte in Italia potranno essere commercializzate e vendute.Il marchio UNI garantisce l'affidabilità e la maggior sicurezza delle catene da neve grazie al maggior " grip " da parte di quest'ultime su asfalto bagnato e ghiacciato.
  • Fino al 31 Marzo 2013 è ancora possibile comprare e commercializzare le catene senza marchio UNI ma contrassegnate dal marchio DM + data.

 Catene da neve e codice della strada 


  • Questo è un estratto dal sito della Polizia Municipale di Verona : 

 Sui tratti di strada e autostrada preceduti da un cartello con la ruota catenata (e se sull'asfalto c'è neve o ghiaccio ) la legge obbliga a usare gli pneumatici invernali (termici). Gli pneumatici invernali sono quelli contrassegnati dal simbolo del fiocco di neve all'interno di una montagna stilizzata; il Codice della Strada considera pneumatici invernali anche quelli con la sigla M+S sul fianco.
È possibile anche utilizzare le catene o i ''ragni'' omologati
 (sulla confezione ci deve essere riportata la dicitura CUNA NC 178-01, oppure ON V 5117 per le vetture o ON V 5119 per gli autocarri).

 
Chi viaggia senza UTILIZZARE LE CATENE (o pneumatici da neve o ''ragni'') dove previsto dall’apposito cartello commette una violazione al Codice della strada. La sanzione è differenziata a seconda che ci si trovi nei centri urbani o meno.

  • Centro abitato: sanzione amministrativa minima di 41,00 euro, come previstodall'art. 7 commi 1 lett. a) e 14 del Codice della strada;
  • Fuori dai centri abitati: sanzione amministrativa minima di 84,00 euro, come previsto dall'art. 6 commi 4 lett. e) e 14 del Codice della strada.



Aggiungiamo inoltre che è assolutamente VIETATO montare e smontare le catene da neve nella corsia di emergenza autostradale, questa operazione va necessariamente effettuata in apposite aree di servizio.


Qui trovate un elenco, regione per regione, di tutte le strade con obbligo di catene.


- Elenco strade obbligo catene   ( Cliccate il link e nella pagina che si apre cliccate su " Continua a leggere ")



Prezzi delle catene da neve


Cercando in rete e su alcuni forum abbiamo notato che le attuali due migliori marche per catene da neve sono Maggi e Konig.Il loro prezzo può sfiorare anche i 300 Euro.

Sopra 80/90 Euro ogni catena da neve è considerata di ottima qualità, il salto di prezzo è determinato dalla facilità di montaggio e smontaggio della catena da neve.




Banche e Fondazioni Bancarie : Un riassunto semplice

venerdì 15 febbraio 2013 3 commenti

 Banche e Fondazioni Bancarie : Cerchiamo di capirci qualcosa

 

Cosa sono, differenze e implicazioni nella politica

Questo articolo, nasce ovviamente, in seguito allo scandalo che ha colpito la banca Monte Paschi di Siena.Il nostro spirito critico ci ha spinto ad informarci per capire a 360° la vicenda e trarne un giudizio oggettivo, ma, come succede sempre, giornali e televisioni hanno già impastato questo scandalo con paroloni e complessità.Anche questa volta, il lavoro sporco tocca a noi che cercheremo di semplificare la vicenda, chiarificando cosa sia una Fondazione Bancaria, una Banca, una Cassa di Risparmio per arrivare a capire dove è la crepa che rischia di far crollare tutto il sistema bancario e cosa ha scatenato il caso Monte Paschi.




Banca : Una " banca " è come un'azienda, opera per profitto attraverso i tassi di interesse. La banca è un ente a scopo di lucro privato quindi, che guadagna prendendo soldi da chi ce l'ha e dandoli chi non li possiede.Tutto questo è regolato dall'art. 10 del Testo unico bancario che regola l'attività bancaria.Da queste semplici righe possiamo capire che una banca ha un grande impatto sull'economia dello Stato e che quindi non è possibile lasciare questo ente totalmente privato, ha bisogno di una guida pubblica e un indirizzo più pubblico.


Le Casse di Risparmio : Sotto una spinta sia Statale che territoriale, nacquero le prime Casse di Risparmio nel 1822 ad opera di cittadini e commercianti con il solo scopo di raccogliere quel poco che si possedeva per sfruttarlo al meglio all'interno del territorio.Nel 1888 le Casse di Risparmio e i Monti di Credito erano già più di 45,  fondate però per lo più da imprenditori.Questa grande diffusione di questi nuovi Istituti Bancari spinse lo Stato a regolamentare questo particolare settore bancario sottoponendolo alla supervisione e alla tutela del Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio e indirettamente anche del Tesoro. Questi enti, che furono creati all'interno delle stesse Banche private, erano però enti di diritto pubblico, svolgevano quindi funzioni di sostegno alle aziende, accesso al credito e credito a breve termine anche se, in pratica questi enti operavano anche per scopo di lucro privato con la compiacenza e l'interesse della politica.Alla fine degli anni 80 lo Stato prese il sopravvento sulle istituzioni bancarie di risparmio per provvedere ai bisogni del paese e delle aziende, complice anche una legislazione alquanto confusionaria.Ed ora assistiamo alla nascita della nostre care Fondazioni Bancarie.

Fondazioni Bancarie : In Italia il settore bancario era quindi sovrastato da una partecipazione pubblica, sia per le Banche di interesse nazionale sia per il sistema delle casse di risparmio, articolato su tutto il territorio e controllato dagli enti locali La necessità di un'apertura al mercato Europeo, unita ad un bisogno di ampliamento dell'autonomia funzionale delle banche ( possibilità per le banche di ampliare il loro spettro di azione e di funzioni concesso dallo Stato ) portò alla creazione delle Fondazioni Bancarie.Le Fondazioni Bancarie non sono nate dal nulla, anzi, sono una rivisitazione delle prima citate Casse di Risparmio.L'ufficializzazione delle trasformazioni delle Casse di Risparmio in Fondazioni Bancarie si ebbe con la Legge Amato 218/1990 voluta fortemente da Ciampi all'epoca governatore della Banca D'Italia.Con questa legge oltre a toccare gli obbiettivi di apertura al mercato europeo e dell'ampliamento della autonomia bancaria, la legge Amato aveva lo scopo di separare la politica dal sistema bancario.Questo obiettivo si sarebbe potuto raggiungere solamente dividendo l'azionario dalla gestione operative delle banche, creando queste Fondazioni, enti misti tra pubblico e privato senza scopo di lucro con il potere di controllo delle banche pubbliche.
 La Legge Amato obbligò le banche a diventare società per azioni sotto il controllo delle Fondazioni Bancarie ( Ex Casse di Risparmio )  le quali avrebbero dovuto porre le proprie azioni sul mercato.


Fondazioni, Banche e politica : Ecco le implicazioni

Riguardo il caso MPS si sente parlare molto di coinvolgimenti della politica nelle Fondazioni Bancarie e questo non è sbagliato.Come sappiamo infatti, una fondazione possiede uno Statuto e ha delle "direttive" da seguire, queste direttive sono scelte dal suo Consiglio di Amministrazione ( CDA). La Fondazione opera maggiormente nel territorio e le nomine del Cda delle Fondazioni sono fatte dagli enti territoriali dove opera la Fondazione, in sostanza, sindaci, assessori e qualsiasi dirigente della Provincia o del Comune ( No la Regione ) possono nominare i membri del Consiglio di Amministrazione delle Fondazioni.Questo, come capirete da soli, basta a tessere un'intensa ragnatela di poteri tra Fondazioni e partiti politici.Questa ragnatela si infittisce ancora di più perché, più di una volta, sotto spinta di alcune figure politiche, le Fondazioni sono state usate come " dona-soldi " al posto dello Stato.Il vero nodo delle Fondazioni è che, una volta diventate enti privati con la legge Dini/Ciampi ( vedi sotto),  i soldi di cui dispongono, se spesi in investimenti pubblici o privati non fanno deficit, non fanno debito, non sono soldi pubblici provenienti dalle tasse, e hanno un potenziale enorme, potrebbero essere usati senza creare inflazione, a patto che però, vengano usati correttamente e che l'investimento risulti sempre positivo con il rischio di lasciare sul lastrico milioni di piccoli investitori.Non ci sono limiti ( o quasi ) nell'indirizzo di investimento e questo però può creare anche situazioni ambigue come ad esempio : investire i soldi di una Fondazione  in un progetto di un'impresa di cui il Politico Tizio è proprietario, che a sua volta aveva messo nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione un uomo di fiducia per far votare l'investimento di questi soldi nella sua impresa.

Ancora confusi ? Volete saperne di più ? Leggete qua.. 

La confusione su cosa sia una Fondazione Bancaria e su cosa faccia, deriva proprio dall'essere state istituite per consentire la trasformazione delle banche da enti mezzi pubblici a quasi privati ( di nuovo). Le fondazioni bancarie rispecchiano quindi una ambiguità caratteristica del sistema, che da una parte vede operare queste Fondazioni a tutti gli effetti come enti no-profit ma dall'altro mantengono nelle loro mani il controllo delle aziende e dei clienti che hanno debiti e crediti.

- Con la Legge Dini/Ciampi del 1994 si chiarifica cosa sia una fondazione : persona giuridica privata senza scopi di lucro, dotata di piena autonomia gestionale e statuaria. ( Ma il problema rimane )

- Tremonti nel 2001 cerca di invertire il processo e riportare le fondazioni più vicine alla politica ma la Corte Costituzionale blocca la legge. ( Qui ci sono pro e contro : Come verranno gestiti i soldi delle Fondazioni dalla Politica ? )

- Tremonti riesce ad " aggirare " la pronuncia della Corte e allarga gli ambiti delle Fondazioni da territoriali, a territoriali e Internazionali

- Nel 2003 e 2004 escono scandali sui soldi delle Fondazioni con Lega





Israele e Palestina : La storia facile in 10 righe o più

giovedì 29 novembre 2012 204 commenti

Conflitto Israelo - Palestinese

  

  Riassunto del conflitto Israelo - Palestinese


La guerra tra Palestina ed Israele non può essere certo riassunta in 10 righe, ma possiamo cercare comunque di riassumere questi cinquanta anni di conflitto tra Israele e Palestina in un utile articolo di facile lettura.


L'inizio del conflitto tra Palestina ed Israele

  • Tutto ebbe inizio nel lontano 1898, quando vide la luce il primo movimento Sionistico Internazionale, fondato a Ginevra da Teodoro Herzl, con l'unico scopo se non quello di riportare gli Ebrei sparsi per il mondo in Palestina, la loro " terra promessa ".Per il movimento Sionistico infatti, basta essere ebrei per accaparrarsi il diritto di cittadinanza nel futuro stato Israeliano.Durante questi anni, la Palestina era sotto il dominio Ottomano ed era una terra arida e deserta, dove i suoi pochi abitanti vivevano di agricoltura e pastorizia.

                               

   Le guerre mondiali e la migrazione Ebrea

  • Inizia la prima Guerra Mondiale, gli Inglesi schiacciano il povero Impero Ottomano e nel 1923 prendono il comando anche della Palestina.Finisce la prima Guerra Mondiale e mentre il mondo si accinge ad iniziare la seconda, alcuni Ebrei iniziano il loro viaggio verso la Palestina, un viaggio pacifico dove inizialmente furono ben accolti dai Palestinesi.Con il dominio Inglese, il movimento Sionista crebbe a dismisura grazie anche all'appoggio degli stessi inglesi che non poserò un limite ai flussi migratori attraverso la dichiarazione di Balfour, secondo cui tutti gli Ebrei avevano il diritto di costituire un "focolare" nazionale Ebraico.Finisce la seconda guerra mondiale ed il flusso migratorio ebraico si allarga a dismisura e diventa insopportabile per i Palestinesi.


I primi conflitti tra Israele e Palestina

  • Vista l'insostenibile situazione della Palestina, l'Onu, decide nel 1947,  la spartizione della Palestina in due stati separati, uno Arabo ed uno Israeliano.I Palestinesi, giustamente, si ribellano a questa iniqua decisione ed iniziano i primi conflitti a fuoco.Nel 1948 nasce lo Stato d'Israele e con la sua nascita inizia una vera e propria guerra tra i due paesi, da una parte il nascente Stato d'Israele, dall'altra tutta la Lega Araba.



Interventi Onu e guerre consecutive

  • Nonostante sia ancora " neonato " il nuovo stato d'Israele, già molto più ricco e meglio armato rispetto alla Palestina, sbaraglia il suo avversario su tutti i fronti.I primi scontri terminano nel 1949 grazie all'intervento dell'Onu, forse tardivo, infatti Israele, già nel 1949 aveva conquistato il 70% della Palestina.Nel 1956 si riaccendono le ostilità, questa volta tra Israele ed Egitto, si succedono poi altri conflitti devastanti, in particolare ricordiamo la guerra dei Sei Giorni e la guerra del Kippur, dove sono sempre gli Israeliani a vincere, arrivando con le truppe quasi al Cairo, anche questa volta, solamente l'intervento dell'Onu riesce a fermare altri inutili spargimenti di sangue.


La situazione moderna

  • Nel 1964 nasce l'OLP che viene riconosciuto come "ente" rappresentante del popolo Palestinese.Nel 1988 l'OLP riconosce lo stato d'Israele, ma proclama unilateralmente lo Stato Indipendente di Palestina.Israele schiera carri armati, i Palestinesi, non avendo armi sufficientemente tecnologiche iniziano a pianificare atti terroristici su larga scala.
  • Nel 1993, l'Onu, attraverso la " risoluzione 242 " obbliga Israele a restituire e a ritirarsi da tutti i territori Palestinesi occupati , ma Israele non si ritira.Sempre nel 1993,  attraverso gli accordi di Oslo, viene stabilita una data per la " risoluzione 242 " : Tutti i territori occupati dovranno essere restituiti entro 5 anni.
  • Ad oggi, la risoluzione 242 è scaduta e più del 50% dei territori indicati nella risoluzione Onu sono ancora occupati da Israele.
  • Israele oggi, conta un PIL di 150 mila miliardi di dollari, la Palestina conta un PIL di  2400 milioni di dollari.
  • In questi giorni all'Onu,  si discute un importante progetto che prevede il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite della Palestina come stato " Osservatore " che comporterebbe non il riconoscimento dello Stato Palestinese vero e proprio ma alcuni vantaggi come la partecipazione al programma alimentare comune e a quello della sanità.Nonostante gli sforzi dell'Onu, il mondo è spaccato dalla questione Palestinese e mentre Germania e Inghilterra annunciano il veto sulla proposta della Palestina come Stato Osservatore, i Palestinesi accusano Abu Mazen ( il loro portavoce ) di essere troppo moderato, mentre gli Israeliani minacciano di recidere dagli accordi di Oslo nel caso la situazione non trovasse soluzione al più presto.

Politica, Giornali e Spot : Un Italiano su due non li capisce

lunedì 26 novembre 2012 42 commenti

            I nuovi analfabeti : Un italiano su due non comprende al meglio spot, politica ed articoli di giornale


                                  Da : Il Corriere della Sera

Secondo il rapporto annuale della ALL, curato da Vittoria Gallina,  il 46% della popolazione Italiana si trova al livello 1 della scala di prose literacy ( compresione di un testo in prosa ), il 35% al livello 2 e solamente il 18% ad un livello 3 o superiore.

In definitiva, quasi il 70% degli Italiani non possiede adeguate competenze per orientarsi e risolvere, attraverso il corretto uso della lingua italiana, situazioni complesse e problemi della vita sociale quotidiana.Sono numeri e cifre che in una situazione economica "stabile" dovrebbero far scattare un'emergenza sociale condivisibile da tutti.
Secondo Francesco Sabatini, presidente dell'Accademia della Crusca : " è facile individuare l'analfabetismo pieno, mentre quello " di ritorno" è molto sfuggente ed ingannevole.La colpa non è dei giovani che non leggono, se infatti non si possiedono le competenze adeguate per leggere e comprendere, anche leggere un semplice libro può risultare difficile e a noi Italiani non piacciono le cose difficili.Solamente la scuola è in grado di poter dare queste competenze di lettura e comprensione, ma oramai, anche gli insegnanti ignorano la linguistica, non sanno più cosa voglia dire interpretare un testo per sviluppare senso critico; non si preoccupano dello stile, figuriamoci del senso critico, contano solo i loro banali errori ortografici. "


Continua Sabatini, secondo cui la fine dell'istruzione per come la conosciamo, sarà decretata dalla sostituzione del libro cartaceo con i vari tablet ed accessori tecnologici.Secondo il Presidente Onorario dell'Accademia della Crusca " Quello che leggi su uno schermo scivola via dalla mente in pochi minuti, la lettura richiede concentrazione e rilassamento che un tablet non potrà mai dare.Mentre leggiamo un testo su un tablet, in realtà, non stiamo leggendo veramente, non stiamo comprendendo veramente, perciò non siamo in grado di sviluppare alcun senso critico, per non parlare della "ferita" nella coerenza temporale che i tablet ci infliggono ogni giorno attraverso movimenti degli occhi e delle dita innaturali.



 Il commento di Politica Semplice


Secondo i numeri del Corriere della Sera quindi, su due utenti che contemporaneamente sono immersi nella lettura di questo interessante articolo, solo uno di essi, avrà le capacità per comprenderlo al meglio e per svilupparci intorno un proprio senso critico, questo, a pensarci bene è terrificante e demoralizzante.Scrivere per la gloria e per le proprie idee è un ideale positivo e giusto, ma scrivere sapendo che solamente la metà dei miei "ascoltatori" capirà qualcosa, come detto, è alienante.

Fortunatamente però ci siamo noi di Politica Semplice, che cogliendo l'articolo del C.Sera al balzo, siamo ancora più motivati ed entusiasti nel condividere con voi le nostre idee di " semplificazione " della politica e di tutto ciò che gira intorno ad essa, cercando di non snaturare mai il suo senso più intimo.

Come abbiamo visto comprendere e capire non è mai facile, ma per emergere in questo marasma di menti e persone è vitale e necessario comprendere e capire il mondo che ci gira intorno.

Forse è questione di coraggio, forse preferiamo tacere, consci di non aver capito, piuttosto che ammettere di non essere in grado di capire,  o forse è questione di volontà, mancanza di volontà nel voler veramente "entrare" in quello che stiamo leggendo o forse è solamente analfabetismo.

Noi di Politica Semplice siamo i primi analfabeti, questo blog nasce dalla nostra scarsa capacità di comprendere la politica o un articolo di giornale, ma piano piano, ogni nuovo articolo, ogni nuova frase,  ogni  nuova parola,ogni nuova lettera che scriviamo, comprendiamo sempre di più, e diventiamo sempre più consci di quanto il nostro lavoro sia importante per noi e per tutti.

Ma attenzione, "non comprendere"  non significa essere stupidi, anzi, la nostra più ferma convinzione è che politicanti, giornali e via discorrendo si sono scordati come si " comunica " veramente alla gente, si sono scordati cosa vuol dire " giornalismo " e " politica", a loro basta costruire sintassi grammaticali complesse e filosofeggianti, costellate da paroloni, per sentirsi dei veri autori e politici, ma la realtà non è questa.

Ogni giorno, noi di Politica Semplice cerchiamo di aiutare chiunque vuole avere le idee più chiare, in modo facile e semplice, senza ricevere l'etichetta di " stupido ".



Politica Semplice, per noi, per tutti..












Primarie del PD : Come funzionano

sabato 24 novembre 2012 3 commenti

                                   Primarie del PD

Cosa sono              Come funzionano             Come si vota


  • Primarie PD : Cosa sono

In questo clima politico burrascoso,  forse l'unico spiraglio di  "democrazia" che noi cittadini riusciamo ancora a percepire, sono le Primarie del PD, che hanno come scopo quello di delineare una leadership di partito.Ma molto spesso oltre che a delineare una leadership di partito, le primarie indicano anche chi sarà il futuro candidato premier per il partito.Quindi, quando si parla di primarie tendiamo a far coincidere la candidatura a premiership per il paese con la leadership di partito, due piccioni con una fava.


  • Primarie PD : Come funzionano
Solitamente, le primarie sono costituite da due fasi, la prima è caratterizzata dallo svolgimento della Convenzione Nazionale e la candidatura a Segretario Nazionale, possono candidarsi solamente i partecipanti in linea con lo statuto del partito e regolarmente registrati all'anagrafe.Per essere ammessi alla prima fase del processo elettorale, le candidature a Segretario devono essere sottoscritte da almeno il 10% dei componenti dell'Assemblea uscente ( la " nascente " è quindi in fase di costruzione ) o da 1500 iscritti.Solamente i primi 3 candidati che risultano  "ammessi all’elezione del Segretario nazionale i tre candidati che abbiano ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti purché abbiano ottenuto almeno il cinque per cento dei voti validamente espressi e, in ogni caso, quelli che abbiano ottenuto almeno il quindici per cento dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno cinque regioni o province autonome." Cit.

La seconda fase invece è caratterizzata propriamente dalle elezioni primarie vere e proprie.
Naturalmente in caso di ballottaggio vince il candidato Segretario collegato al maggior numero di componenti dell'assemblea.


  • Primarie PD : Come si vota
Si vota scegliendo attraverso il menù delle candidature già scelte dagli iscritti previo contributo monetario.Possono votare tutti i cittadini in possesso di tessere elettorale ed in regola con i requisiti " classici ", anche quelli NON iscritti al partito.



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Rimborsi elettorali ai partiti : Il confronto con quelli Europei

martedì 21 febbraio 2012 6 commenti

Rimborsi elettorali ai partiti : Il confronto con i partiti Europei


Rimborsi elettorali ai partiti.Oggi affrontiamo una tematica scottante, quella dei rimborsi elettorali.I rimborsi elettorali ai partiti, da Berlino a Roma, da Madrid a Parigi , ecco il confronto Italiano con gli altri paesi Europei.

Vediamo prima come funziona in generale il sistema dei rimborsi elettorali per comprendere al meglio il confronto successivo.In Italia esiste il sistema dei " rimborsi elettorali ", vuol dire che lo Stato finanzia i partiti con i soldi pubblici, ma non in base alle spese sostenute ma in base ai seggi conquistati.I pagamenti sono suddivisi tra rimborsi per : Parlamento, Senato, Regione, Parlamento Europeo.Per qualsiasi elezioni, un partito, una volta superata la soglia dell'1% di voti, riceve un particolare rimborso elettorale, anche se magari quel determinato partito non è entrato in Parlamento perché avrebbe dovuto superare la soglia di sbarramento del 5%.In Italia non c'è un limite al finanziamento, in teoria c'è, ma è formato dal numero degli iscritti alle liste elettorali, milioni e milioni, e dalle circoscrizioni in cui si presenta il partito.


Rimborsi elettorali ai partiti : Il CONFRONTO


Chi riceve il rimborso


In Italia : Un partito con almeno l'1% dei voti riceve il rimborso
In Francia : Un partito per ricevere i fondi deve aver avuto almeno l'1% di voti, per i candidati il 5%
In Inghilterra : Solo i partiti d'opposizione che sono in Parlamento prendono il finanziamento pubblico
In Germania : I rimborsi sono proporzionati ai consensi, necessariamente un partito deve ricevere l'1% di voti nel Lander e lo 0,5% nel Bundestag.

Su cosa è basato il rimborso 


In Italia : Il rimborso è basato sui seggi conquistati
In Spagna : Il rimborso è basato sui seggi conquistati e sui voti conquistati


 A quanto ammonta il rimborso


In Italia : I partiti possono prendere fino a 4 Euro per ogni iscritto alle liste elettorali.
In Germania : I partiti prendono massimo 0,85 Centesimi di Euro a iscritto nelle liste elettorali


Limiti al finanziamento


In Italia : Non c'è un limite numerico per il rimborso ai partiti
In Germania : C'è un limite al rimborso pubblico che si attesta sui 133 milioni annui , comprensivi di autofinanziamento dei partiti.Chi sgarra rischia il carcere dai 3 ai 5 anni.
In Spagna : Il tetto massimo mai raggiunto per i finanziamenti ai partiti è pari a 82 milioni di Euro contro i 6 miliardi Italiani.
In Francia : Il limite massimo per i finanziamenti è di 80 milioni di Euro




Chi controlla il bilancio di un partito


In Italia : Il bilancio di un partito è convalidato dal partito stesso
In Germania : Il bilancio di un partita è soggetto a doppia contabilità, con controllo della Corte Federale dei Conti.
In Spagna : La Corte dei Conti può pronunciarsi sul bilancio dei partiti e decidere di non togliere ad un determinato partito il diritto ad essere finanziato in caso di mancato rendiconto ingiustificato.
In Francia : Il bilancio del partito deve essere ogni anno depositato presso una commissione particolare dopo aver superato due rigidi controlli.Esistono sanzioni per chi viole queste norme.
In Inghilterra : Il bilancio di ogni partito è disponibile e consultabile su Internet



Finanziamenti privati e percentuali


In Italia : I finanziamenti privati anonimi possono arrivare massimo a 50.000 Euro senza obblighi contabili, il 90% dei soldi incassati dai partiti è denaro pubblico.
In Germania : I finanziamenti privati ai partiti hanno un tetto massimo di 1000 Euro e i finanziamenti esteri sono vietati.Il 70% dei soldi incassati dai partiti sono soldi pubblici.
In Inghilterra : I finanziamenti pubblici ai partiti sono circa il 20% di quello che i partiti ricevono, il resto 80% è incassato attraverso donazioni, raccolte fondi, e organizzazioni.



Conclusioni finali


Questi dati sono indicativi e non vogliono significare che i metodi per i  rimborsi elettorali Europei dovrebbero essere copiati dal Governo Monti per applicarli in Italia.Come dico sempre, non esiste una legge migliore in assoluto, esiste sola la legge migliore per un determinato paese.

Fonte : IlSole24Ore, Yahoo Finance UK


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Ici e Chiesa : Facciamo chiarezza

lunedì 20 febbraio 2012 0 commenti

Ici e Chiesa : Esenzione Ici per la Chiesa  


In questi giorni il Governo Monti è al lavoro per rivedere le norme che regolano l'Ici per la Chiesa e tutto quello che riguarda l'esenzione dell'Ici per la Chiesa e gli enti ecclesiastici.Non è facile tracciare un quadro agevole della situazione, cerchiamo quindi di sintetizzarvi il quadro complessivo in punti fondamentali.

Ici e Chiesa : Facciamo Chiarezza 



  • Com'è la situazione oggi : La Chiesa paga l'Ici per tutti quei locali esclusivamente commerciali.Infatti oggi per gli immobili degli enti ecclesiastici è sufficiente avere una parte dedicata al culto per evitare completamente il pagamento dell'Ici.Volendo fare un esempio se all'interno di una Chiesa è situato un locale commerciale(bar) con annessa una cappella, l'Ici non deve essere pagata.Molto spesso infatti, il termine " esclusivamente commerciale " è complesso e facilmente manipolabile in buona fede, come ad esempio un campetto da calcio all'interno della Chiesa che il pomeriggio è usato gratuitamente dai ragazzi, ma che la sera viene affittato a pagamento.

  • Come potrebbe cambiare la situazione dopo il decreto : Con il nuovo criterio, sarà sufficiente la presenza di una parte dell'immobile adibita ad attività commerciale per pagare l'Imu in misura proporzionale a quella parte.Volendo fare un esempio, se il bar citato prima, ricoprisse il 3% della struttura complessiva della Chiesa, l'Ici verrebbe pagata solamente per quella parte, quindi per il 3%.
Anche per le Onlus la situazione potrebbe cambiare, infatti oggi queste associazioni sono completamente esentate dall'Imu, mentre nel caso di cooperative sociali è previsto il pagamento dell'imposta.Dopo il decreto Monti, quindi con l'introduzione del nuovo criterio, anche le associazioni potrebbero pagare l'Ici sempre in maniera proporzionale alla parte di immobile destinata alla attività commerciale non esclusiva.

NDR : Ici e Imu sono la stessa cosa


Fonte : Il Sole 24 Ore

Olimpiadi a Roma " No " di Monti : Ecco le ragioni

giovedì 16 febbraio 2012 3 commenti

Ecco le ragioni del " No " di Monti alle Olimpiadi di Roma 2020


"Olimpiadi a Roma ?  No, troppi rischi finanziari " . Con questa frase il Presidente del Consiglio Mario Monti cancella ogni possibile speranza per la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020. Un "NO" molto coraggioso che ha scatenato un grande caos tra Alemanno, Coni , atleti e cittadini.Ma perché Monti ha detto "NO" , quali sono le vere ragioni ?


Le ragioni del "no" di Monti 


Per la prima volta dall'apertura del nostro blog, sentiamo il dovere di schierarci a favore di Monti e sostenere la sua scelta, non per anticonformismo o altri sentimenti banali, ma semplicemente, con dati alla mano, condividiamo la sua scelta.Detto questo ecco le ragioni :

  1. Un "no" finanziario : Uno dei motivi che ha spinto Monti a dire " No " alla candidatura di Roma è stato sicuramente l'aspetto finanziario.L'Italia è ancora in crisi e le Olimpiadi non sono un investimento sicuro.La spesa pubblica per i giochi, anche nel caso della sola candidatura,secondo il dossier del Dottor Fortis, sarebbe ammontata a circa 4.7 miliardi di Euro , scendendo a 4.3 con l'intervento di alcuni privati.Sempre secondo lo studio condotto dalla commissione capitanata da Fortis, le entrate solo per lo Stato, sarebbero ammontate a circa 5 miliardi di Euro, un investimento quindi non molto redditizio.C'è anche da dire però che nel caso in cui Roma fosse stata scelta come sede per i giochi, in 14 anni il Pil sarebbe cresciuto del 1.4% e i posti di lavori generati, sempre nell'arco di 14 anni, sarebbero stati circa 170.000.
  2. Un "no" storico : La storia insegna, anche perché siamo noi a scriverla.Il "no" di Monti è stato infatti fortemente condizionato dai precedenti pasticci combinati nelle precedenti edizioni dei giochi Olimpici.Atene nel 2004 aveva previsto di spendere circa 2.5 miliardi di Euro , finendo invece per sborsarne 4.6 , pochi soldi dagli sponsor e appalti finiti male.Pechino, ne 2008, ha speso 40 miliardi di dollari, quando all'inizio della candidatura prevedeva che ne avrebbe spesi 1.6 . Ma la goccia che ha fatto traboccare il "vaso Monti " è stata l'esperienza di Londra 2012, il progetto iniziale prevedeva una spesa di 2.3 miliardi di sterline , invece la capitale Inglese ha dovuto sborsare 24 miliardi di sterline con un incasso di soli 4 miliardi di dollari.Per un Italia a cui piace fare le cose "all'Italiana " i rischi di queste Olimpiadi sarebbero stati davvero tragici.
  3. Un "no" Europeo : Forse questo è l'aspetto che meno ci piace del "no" di Monti, infatti il nostro Presidente del Consiglio ha detto di essere stato influenzato anche da alcuni pareri esteri.Berlino infatti sostiene la candidatura di Istanbul e siamo quasi sicuri che sarà proprio ad Istanbul che si celebreranno i giochi, mentre Parigi sostiene Tokyo.Secondo Monti quindi la nostra candidatura sarebbe apparsa come una "sfida " a Francia e Germania, che non possiamo assolutamente permetterci vista la nostra situazione di estrema debolezza.
  4. Un "no" di coerenza : "L'Italia è debole e deve restare coerente e sobria " con queste parole Monti si accinge a chiudere il discorso sul "no" alla candidatura di Roma.Pensandoci bene l'Italia non può permettersi che l'Europa ed il mondo con questa candidatura possano mettere in dubbio i nostri propositi di risanamento finanziario per una voglia goliardica di orgoglio nazionale.Tutto il mondo ci vede come furbetti, con un modo di fare "all'italiana" e perdere un'occasione per dimostrarlo nuovamente al mondo è meglio che averla trovata.La scelta del no è una scelta coerente, l'Italia è debole e non può pensare ai giochi, deve prima ripartire.Spero vivamente che i soldi che non sono stati spesi quindi per le Olimpiadi, verranno saggiamente usati per la crescita e lo sviluppo Italiano.
  5. Un "no" di un banchiere : Forse questo è stato l'aspetto che più ci è piaciuto del "no" di Monti.Il premier infatti è un banchiere e sicuramente non gli saranno mancate molte pressioni da parte di grandi esponenti finanziari che premevano per portare i giochi a Roma, perché i giochi a Roma non vogliono solo dire divertimento, ma anche appalti, quindi molti soldi, quindi finanziamenti e quindi banche.L'equazione è semplice, dove girano molti soldi, le banche si arricchiscono.Per non parlare della possibilità nostrana di infiltrazioni mafiose e camorristiche negli appalti per i giochi e più in generale nei giochi stessi.La scelta di Monti è stata un scelta molto coraggiosa e per questo noi lo sosteniamo.

Commentate, non abbiate timore, è gratis !

Grecia fuori dall'Euro : Ecco le conseguenze

lunedì 13 febbraio 2012 0 commenti

Grecia fuori dall'Euro : Ecco cosa potrebbe accadere se la Grecia lasciasse l'Eurozona 

Grecia fuori dall'Euro ? Ecco quali sarebbero le conseguenze di questa scelta.La Grecia è sull'orlo del default, ieri notte 12 Febbraio 2012, Atene è stata incendiata, stazioni di polizia e banche distrutte e migliaia di manifestanti in piazza.In questo clima di crisi economica mondiale e dopo i recenti sviluppi Greci, si affaccia sulla scena Europea la possibilità di un'uscita dall'Europa da parte della Grecia, o perlomeno un'uscita dalla moneta unica.

Cosa accadrebbe se la Grecia lasciasse l'Euro ? 

Per rispondere a questa scomoda domanda riassumiamo le parole di alcuni economisti.Iniziamo con la visione dell'economista Alan Clarke di Scotia Capital.
  • Secondo Alan Clarke, qualsiasi passo della Grecia, in qualsiasi direzione e quindi anche l'uscita Greca dall'Euro, registrerebbe danni inimmaginabili per tutti i membri dell'Eurozona.Il problema principale risiede nel fatto che tutte le banche Europee sono collegate tra loro, attraverso scambi di capitale, debiti e crediti, se le banche di un paese falliscono il rischio di fallimento per le altre banche aumenta di un buon 50%.Il fallimento di una sola banca potrebbe contagiare le altre, come successe per la Leman Brothers, creando fallimenti a catena, calcolando che il fallimento di una banca provoca in media la perdita del 20% del valore delle altre banche.Le banche più esposte sarebbero quelle Francesi, Tedesche e le banche del Belgio.Fortunatamente la situazione critica della Grecia va avanti da quasi un anno e molte banche ed altri istituti di credito, attraverso accordi e non solo , sono in procinto di crearsi una rete difensiva contro il fallimento delle banche Greche.
  • Secondo Simon Kirby, osservatore della INRES, la svalutazione della moneta nel caso di un uscita della Grecia dall'Euro, sarebbe una prospettiva reale e renderebbe molto più probabile il default del Portogallo.Ma c'è anche un'aspetto positivo nel caso in cui la Grecia uscisse dall'Euro, infatti gli interessi sul debito pubblico Greco calerebbero di molto e questo potrebbe portare un discreto flusso di capitali nella nazione ellenica.La situazione potrebbe paragonarsi alla situazione Argentina nel 2001/2002 , nella quale l'Argentina, dopo essere passata al dollaro tornò al pèsos e ne uscì più forte di prima, ma qui siamo in Europa e le difficoltà sono molto più grandi.Lasciare l'Euro sarebbe una scelta molto rischiosa ma anche coraggiosa.
  • Secondo un gruppo di economisti dell'UBS, lasciare l'Europa non è semplice, il trattato di Maastricht non prevede un'uscita dall'Euro e questo comporterebbe quindi una revisione totale del trattato per permettere la secessione di un paese, in questo caso la Grecia, senza contare la possibilità di veto e il referendum necessario tra tutti i paesi dell'Europa.L'unico modo di lasciare l'Europa sarebbe quello di farlo " illegalmente ".La Grecia, nel caso in cui si tirasse fuori dall'Euro, dovrebbe sostenere una spesa di circa 10.000 Euro a persona per il primo anno, e 4.000 Euro per gli anni successivi, che equivalgono a circa il 50% del proprio PIL.
  • Secondo Andrew Rosa dell'Università di Berkley, se la Grecia riuscisse a uscire indenne dall'Europa, che sinceramente ritengo improbabile, in dieci anni registrerebbe una crescita esponenziale della sua grandezza, ricchezza, ma in particolare della sua democrazia, anche se l'inflazione rimarrebbe il problema maggiore, rimanendo più alta della media degli altri paesi Europei.
  • Secondo Spyros Economides, l'uscita della Grecia dall'Europa sarebbe un vero disastro, non tanto per l'impatto che potrebbe provocare sugli altri paesi, ma perché le probabilità che la Grecia si rialzi da questa crisi sono veramente esili, tornare alla Dracma attrarrebbe moltissimi investimenti ma non c'è nessuna garanzia sulla loro solidità e stabilità, calcolando che il 70% di essi si concentrerebbero sul turismo che in questi ultimi 5 anni ha registrato un calo del 14%.
  • Secondo Vastirios Momastiriotis, l'uscita della Grecia dall'Euro significherebbe il fallimento dell'Europa e dei suoi membri e a questo punto cosa potrebbe impedire al Portagallo e all'Italia , i prossimi nella lista dei fallimenti , a seguire l'esempio Greco ?

Crisi Greca :Le Cause

sabato 11 febbraio 2012 16 commenti

Debito Grecia : Ecco le cause del debito pubblico della Grecia


La Grecia è sull'orlo del default, il debito pubblico della Grecia è alle stelle, la crisi Greca non accenna a fermarsi nonostante tutti gli sforzi dell'Unione Europea, ogni giorno centinaia di manifestanti si riversano nelle strade, sempre più a stento contrastati da una polizia stanca e confusa.Ma quali sono le cause della crisi greca ?


Crisi Greca : Le cause


Come ogni Stato sull'orlo del default, anche per la Grecia è difficile ritrovare tutte le cause primarie della crisi.Prima della nascita della moneta unica, la Grecia era una nazione lontana anni luce dal pericolo di default, la punta di diamante dell'economia Greca, era infatti, il turismo ma in particolare il settore pubblico.Il settore pubblico Greco era infatti un settore efficientissimo, senza sprechi e soldi dati a fondo perduto, quindi con costi relativamente bassi per lo Stato.La principale causa della crisi Greca può essere ritrovata nello scontro tra due eventi : l'entrata dell'Euro e l'aumento, giustificato visto il rendimento, dei salari pubblici, questi eventi combinati infatti hanno mandato in tilt lo Stato Greco, che non ha ben calcolato quindi, la differenza sostanziale tra l'aumento di uno stipendio di 500 Euro invece che di 500 Dracme.Vediamo ora le altre cause della crisi Greca :
Non è stato solamente l'aumento esponenziale dei salari pubblici a far crollare l'economia Greca, l'età pensionabile in Grecia è molto più bassa della media Europea e nonostante gli sforzi dell'Unione, tutti i partiti Greci hanno votato sempre contro una riforma delle pensioni, catalogandola come baluardo non modificabile.C'è anche da dire che oltre all'età pensionabile relativamente bassa, la Grecia ha sempre concesso  agevolazioni e benefici fiscali molto più alti rispetto agli standard Europei.Ma le cause della crisi Greca non sono finite, una massiccia evasione fiscale ed un calo nel settore turistico, hanno fatto il resto, trascinando nel baratro la Grecia.

Le cause della crisi greca : Le banche

Con il crollo della borsa Greca a Giugno, una crisi nera sovrasta la Grecia, ed il Parlamento Greco è costretto a  chiedere immediatamente aiuto al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Centrale Europea e all'Unione Europea.La Grecia avrebbe dovuto ricevere aiuti per più di 130 miliardi di Euro per salvarsi dalla crisi, una cifra veramente sproporzionata.Il Governo Greco quindi è stato costretto a "vendere" il proprio debito pubblico, come i mutui "subprime" negli Usa che venivano riconfezionati e rivenduti una seconda volta per tutto il continente.
Tutti volevano un pezzo della Grecia per comandarla, acquistando una parte del suo debito pubblico, si acquistava una parte della Grecia, privandola della sua democrazia etica.In linea teorica, tutto questo avrebbe dovuto salvare la Grecia, ma cosi non è avvenuto poiché l'Europa già troppo sfiancata dalla grande crisi globale, difficilmente poté combattere su due fronti, ma l'idea che il fallimento di uno Stato dell'Unione, come la Grecia, avrebbe potuto provocare il fallimento di tutti gli altri,  ha terrorizzato tutti i grandi paesi Europei, tranne naturalmente l'America e la Germania con le loro banche, considerate " troppo grandi per fallire ".

Risultato sondaggio Politica Semplice

0 commenti

Risultato del sondaggio " Vi è stato utile il nostro blog ?  "


Si è concluso ieri il sondaggio " Vi è stato utile il nostro blog ? " rivolto a tutti gli utenti che hanno visitato il nostro blog.
Il sondaggio è durato circa 20 giorni e ha prodotto risultati veramente positivi, quasi inaspettati.


  • Alla domanda " Vi è stato utile il nostro blog ? " Ecco i risultati :


Molto : 61%
Poco :     0%
Per nulla :  14%
Nella media :  23%


Con una vittoria schiacciate, il 61% dei voti  , il nostro blog vi è piaciuto " Molto " , distaccando il restante 23% dei voti che ci definisce un blog " Nella Media ".

Per quanto riguarda il 14% a cui il nostro blog non è piaciuto per nulla, invitiamo i suddetti utenti a lasciarci un commento e qualche critica al fine di migliorare il nostro blog e offrirvi un servizio migliore.

Considerazioni


Sicuramente non ci aspettavamo una vittoria cosi schiacciante del " Molto " , siamo felici che il nostro blog vi renda la politica di più facile comprensione e che voi utenti apprezziate il nostro lavoro.Questi risultati sicuramente non ci faranno adagiare sugli allori ma cercheremo di migliorare ancora di più il nostro servizio e la qualità del nostro lavoro.

NON DIMENTICATE DI COMMENTARE E DI CRITICARCI


Lo staff Politica Semplice

La legge elettorale : Spiegata semplice

martedì 7 febbraio 2012 25 commenti

La legge elettorale : Cos'è e quale potrebbe essere la migliore 


Sopratutto in questo periodo, sentiamo parlare di legge elettorale, di porcellum, di bipolarismo e di riforma del sistema elettorale.Questa mattina sfogliando il giornale mi sono imbattuto in un articolo riguardante una probabile riforma del sistema elettorale Italiano, ma all'interno dell'articolo erano presenti parole e frasi di difficile comprensione per un Italiano medio che probabilmente avrebbe si capito l'articolo ma difficilmente compreso totalmente.Scrivo questo articolo quindi per cercare di chiarificare al meglio cosa sia un sistema elettorale, le differenze tra i vari sistemi e quale potrebbe essere il migliore.


La legge elettorale : Che cos'è


In ogni paese democratico esistono delle elezioni, queste elezioni avvengono sulla base del principio rappresentativo, il popolo non potendo sedere concretamente al governo e al parlamento, elegge dei suoi rappresentanti.Un sistema elettorale quindi trasforma i voti di ogni singolo cittadino in seggi ( sedie) nelle due Camere.Un sistema elettorale quindi descrive anche le modalità e come i singoli voti vengono trasformati in seggi.Il sistema elettorale è regolato dalla legge, ed ogni paese possiede il proprio sistema elettorale basato sulle caratteristiche stesse del paese.
Esistono principalmente due tipologie di sistemi elettorali : 

  • Il sistema proporzionale 
  • Il sistema maggioritario
Il sistema proporzionale : Con questo sistema elettorale abbiamo una fotografia perfetta dell'Italia in quanto, utilizzando questo sistema, i seggi vengono assegnati in base ai consensi, volendo fare un esempio banale, se otteniamo il 50% dei voti, otteniamo il 50% dei seggi.Questo sistema proporzionale fotografa alla perfezioni i rapporti di forza nel paese, trasferendoli nel Parlamento.Per trasformare i voti in seggi, questo sistema elettorale divide il paese in circoscrizioni.Questo sistema quindi, potenzialmente, potrebbe far entrare tutti gli schieramenti politici nel parlamento, anche chi ha ricevuto l'1% dei voti , garantendo quindi un'ampia rappresentatività ma comporterebbe anche un'ampia frammentazione del paese, con una conseguente difficoltà decisionale ed un rallentamento delle funzioni politiche, è più facile infatti decidere in cinque , piuttosto che in 25, anche se in questa maniera tutti verrebbero rappresentati, tutti avrebbero una voce.Per far fronte a questo problema della frammentazione, nel sistema proporzionale è stata introdotta la famosa "soglia di sbarramento " , come dice la parola stessa , è una soglia di sicurezza che permette l'entrata al Parlamento solamente a chi a ricevuto ad esempio più del 2% di voti.

Il sistema maggioritario : Con questo sistema si cerca di creare una maggioranza forte attraverso il voto.Con questo sistema noi non abbiamo la possibilità di scegliere fino in fondo la persona che ci rappresenti in Parlamento poiché questo sistema è basato su collegi.Un collegio è la porzione di territorio dove viene eletta una sola persona.Ogni collegio esprime un deputato ed uno soltanto, quindi chi in un collegio prende più voti vince, escludendo a priori l'altro candidato, anche se votato da una sostanziale fetta di popolazione.Questo sistema non rappresenta tutti quindi e potrebbe anche succedere, in caso di vittoria schiacciante di una fazione in  più collegi che la popolazione sia mal rappresentata, oppure potrebbe anche accadere che nella metà dei seggi Italiani vinca una fazione e nell'altra metà la fazione opposta venendosi cosi a creare una situazione di stallo.

Il sistema mixato : Esiste anche un terza tipologia di sistema elettorale che è una fusione dei primi due.L'elettore in questo caso avrà non una, ma due schede di voto ed i deputati saranno eletti per 2/3 attraverso il maggioritario con una scheda e per 1/3 con il proporzionale con la seconda scheda utilizzando sempre la soglia di sbarramento.

Porcellum&Mattarellum : Cosa sono questi strani nomi

In Italia fino al 1994 era in vigore il sistema proporzionale, dopo il 1994, con la nascita delle coalizioni nasce il famoso " MATTARELLUM " che è un sistema mixato, un sistema misto.Questo Mattarellum che prende il nome dal primo promotore Sergio Mattarella è la prima riforma elettorale Italiana e rimane in vigore fino al 2001.
Nel 2005 nasce il "Porcellum" che non prende il nome dall'ideatore che è Roberto Calderoli, ma è stato definito cosi in seguito alle varie polemiche dopo la sua nascita.Il Porcellum prevedeva l'eliminazione dei collegi maggioritari e la creazione di un unica circoscrizione nazionale dove a concorrere ci sono le coalizioni, che sono liste di candidati di partiti politici DIVERSI, quindi con ideali diversi.Chi risultava vincitore dell'elezione si assicurava 370 deputati, ma la lista di persone candidate ad essere elette era una lista "bloccata" quindi il popolo sostanzialmente non sceglieva chi mandare al Parlamento, si vota per una fazione e non più per il candidato migliore, era la fazione che decideva chi mettere nella lista e quindi teoricamente, essendo bloccata, se volevi votare a destra ma per un candidato che non era presente nella lista, non potevi votarlo.

Qual'è il sistema elettorale migliore

Nonostante la domanda da un milione di euro, sarò breve e conciso nella risposta.Non esiste un sistema elettorale perfetto.Non esiste quindi il sistema elettorale migliore, tutti hanno pregi e difetti, ogni sistema elettorale deve essere studiato e adattato in base al paese che deve regolare, ecco perché non avrebbe senso utilizzare un sistema elettorale Francese o Olandese.Il sistema elettorale migliore è quello che risulta più adatto per uno Stato in base alla sua politica, popolazione, territorialità ed alla sua forma di Stato e Governo.


Dedicato al Professore Alessandro Sterpa ed ai suoi insegnamenti

La Tav : Treno ad alta velocità

lunedì 30 gennaio 2012 2 commenti

Tav, Treno ad alta velocità : cos'è ed il perché delle proteste no Tav 

C’è molta confusione intorno alla questione Tav, No Tav e treni ad alta velocità, ma sopratutto pochi sanno rispondere correttamente alla domanda " Cos'è la Tav ? " e " Perché protestano contro la Tav ? " .Oggi cerchiamo di capire cosa sia la Tav, le ragioni della protesta No Tav e molto altro riguardo i treni ad alta velocità grazie ai chiarimenti di Marco Mussini ,addetto stampa alle infrastrutture e trasporti dell'assessore della regione Piemonte.
 
  • Cos'è la Tav
Iniziamo col dire che la terminologia "Tav" è errata , visto che la questione non riguarda il treno ad alta velocità, ma la protesta è diretta verso la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione ( NLTL) ad alta velocità per passeggeri ed ad alta capacità per le merci.
La NLTL fa parte del corridoio 5, questo vuol dire che è uno degli assi principali di comunicazione e trasporto individuati dall'Unione Europea. Inoltre questa linea è l'unica ad attraversare le Alpi,oltre all'attuale tunnel del Frejus, che essendo stato inaugurato nel lontano 1871, è generoso ritenere solo datato. Per queste ragioni la nuova NLTL risulta quindi uno snodo fondamentale sia per i passeggeri  che per le merci.

  • Perché si protesta contro la Tav : i No Tav
Ogni singola azione umana modifica l’ambiente che ci circonda, da sempre, e alla luce di questa  considerazione è fondamentale che gli abitanti di aree interessate dalla realizzazione di opere pubbliche importanti , siano informati  in modo esaustivo dell’impatto che il progetto avrà sull’area dal punto di vista ambientale ed economico. Forse all'inizio della progettazione della linea ferroviaria Torino-Lione non c’è stata un’informazione puntuale, ed in alcune fasce della popolazione del Piemonte sono sorte preoccupazioni. Inizialmente le manifestazioni hanno visto il coinvolgimento prevalente della gente comune , ma la protesta No Tav  ha successivamente  assunto una connotazione anarchica, in quanto non sono più tanto i cittadini comuni a protestare, ma veri e propri elementi " anarchici " organizzati in gruppi che hanno assunto atteggiamenti quasi   sovversivi, anche se volendo evitare generalizzazioni la questione è molto più complessa.
I No Tav protestano contestando il progetto da molti punti di vista, tra cui, quello urbanistico, ambientale e di spesa. Dal punto di vista urbanistico la protesta non sembra aver ragione di esistere, essendo il progetto suddiviso in varie sessioni di costruzione, e la prima prevede solamente la costruzione della linea italo-francese e la nuova stazione internazionale di Susa. Dal punto di vista ambientale (secondo la Regione Piemonte) non sono presenti quantitativi sufficienti di amianto né di uranio nelle rocce del massiccio D'Ambin tali da giustificare preoccupazioni per la salute degli operai e per gli abitanti della valle. Inoltre  c'è da dire che, mentre imperversano nella valle le proteste dei No Tav, si sta realizzando la seconda canna del tunnel autostradale del Frejus, sempre nella stessa valle e a poca distanza dalla linea ferroviaria NLTL,.Teoricamente dovrebbero essere sollevati gli stessi problemi, ed è  curioso che non ci sia nessun accenno di protesta da parte di nessuno.

  • Vantaggi e svantaggi della Tav
I vantaggi di questa nuova linea si sostanzierebbero in un risparmio cospicuo di tempo per gli spostamenti da e verso la Francia.La nuova linea diminuirebbe di circa 2 ore mezza il tempo di viaggio verso Parigi, portandolo da 5 ore a poco meno di 3.Il vantaggio principale di questa nuova linea consisterebbe nello spostare quanto più possibile il bacino di utenti che si muovono con aerei e automobili, diminuendo in questo modo le emissioni, il traffico. Ancora più importanti i vantaggi per lo spostamento delle merci, che nel nostro Paese viaggiano per l'80% attraverso TIR e autocarri,   Considerando l'aumento esponenziale della benzina, i tempi, e quindi anche i costi verrebbero sensibilmente ridotti.
Il tunnel del Frejus( quello inaugurato nel 1871) ora è l'unico utilizzato per gli spostamenti che però sono ridotti considerate le pendenze eccessive del tunnel e la sua conformazione variabile che preclude il passaggio a determinate categorie di merci. I lavori per la NLTL sono già iniziati e mettono a disposizione 15 milioni di euro di appalti per le aziende, quindi posti di lavoro, per non parlare dei 45 milioni di euro come valore indotto generato dal cantiere. Gli svantaggi di questa linea potrebbero sostanziarsi in un costo magari eccessivo dello strutture vista la crisi nera attualmente presente in Italia, ma in particolare i No Tav contestano il progetto in quanto non considerano la domanda di trasporto merci e passeggeri cosi alta da dover costruire un'opera di cosi grande risonanza nella valle. Addirittura molte imprese locali hanno già chiarito il loro " no " alla partecipazione ai lavori per la realizzazione della Tav.

  • Un progetto Italo-Francese
Non dimentichiamo che la nuova linea non è solo un progetto Italiano , ma anche Francese e che il suo progetto è già stato approvato dall'Unione Europea. Tirarci indietro in questo momento vorrebbe dire tirarsi indietro dagli impegni presi a livello internazionale , e questo è francamente improponibile ed inimmaginabile.


FONTE : Presidenza Regione Piemonte, Assessorato alla Mobilità e Infrastrutture

Nuove norme sulla privacy di Google : Ecco cosa è cambiato

domenica 29 gennaio 2012 0 commenti

Nuove norme sulla privacy di Google : Cosa sono e cosa è cambiato


Google è in procinto di cambiare le sue norme sulla privacy.Scopriamo insieme cosa cambierà per gli utenti, quali saranno gli effetti di queste nuove norme sulla privacy ma sopratutto cosa sono.Dal 1 Marzo 2012 , entreranno in vigore le nuove norme sulla privacy di casa Google, saranno eliminati circa 60 norme per far posto ad un'unica regolamentazione più semplice e trasparente.


  • Cosa cambia con le nuove norme sulla privacy di Google e cosa sono
Come tutti i grandi "Big" della rete, Google registra i nostri dati, ricerche ed altro, per proporvi contenuti mirati e quindi anche per proporvi pubblicità mirate e più efficaci.Fino a qui nulla di strano, anche perché servizi come Facebook, raccolgono i nostri dati, forse anche molto più sensibili ( come attività, sport, relazioni sentimentali) per fini anche commerciali.Ricordiamo che Google fornisce, in parte, i vostri dati a terzi, in quanto se ricercate su Google " barche a vela " , poco dopo sarete raggiunti, magicamente, da una pubblicità sulle barche a vela di terzi.Con l'introduzione di queste nuove norme sulla privacy, in sostanza, Google potrà mischiare tutti i dati che possiede su di voi, in pratica Google potrà unire, ad esempio, le vostre ricerche su Google ad i vostri video visti su Youtube integrandoli con i vostri dati nelle mail su Gmail.Prima dell'introduzione di queste norme infatti, tutto quello che Google aveva su di voi era blindato per servizi, volendo fare un esempio, tutto quello che guardavate su Youtube rimaneva per fornivi annunci per Youtube, quello che facevate con Gmail veniva utilizzato esclusivamente per proporvi annunci su Gmail e cosi via, adesso invece Google mischierà tutti questi dati insieme, facendo quindi uno scanner a 360° su tutti i suoi utenti.Gli ideatori di Google prevedono anche che grazie a questo nuovo servizio, Google potrà consigliarvi automaticamente su cosa dire, ad esempio, in un discorso di lavoro, sapendo che due giorni prima avevate visto un video con il titolo " Come parlare in  pubblico", tre giorni prima avevate cercato sul motore di ricerca " Parlare in pubblico " ed un giorno prima avevate ricevuto una mail su Gmail che vi avvertiva di una imminente riunione lavorativa, naturalmente il discorso sarà offerto da terze parti.Terrificante.

  • Poteva Google effettuare queste modifiche al contratto ?
Certamente che Google poteva effettuare queste modifiche alle sue norme sulla privacy anche perché in ogni contratto virtuale firmato con Gmail, Youtube ecc.. c'è scritto espressamente che ogni modifica del contratto da parte di Google è lecita.In sostanza Google, sta facendo quello che tutti i più grandi servizi virtuali come Facebook e compagnia bella , già fanno da tempo, quindi non c'è da stupirsi.Basti pensare che Facebook  elabora la nostra età, situazione sentimentale, sport, interessi, attività, foto ed ogni cosa che scriviamo in bacheca , per poi spedire tutto quanto a terzi che possono gestire come vogliono i nostri dati, fornendo il prodotto che più si adatta a noi, secondo loro.C'è da dire però che Google sta promuovendo una grande campagna per far conoscere a tutti gli utenti queste sue modifiche , in modo che tutti abbiano la possibilità di decidere se rescindere il contratto oppure accettare le nuove modifiche in totale libertà.Nonostante Google si sia allineato sulla stessa onda di molti altri mostri sacri del Web, questa volta l'ha fatto e lo sta facendo con estrema trasparenza.

  • Vantaggi e Svantaggi delle nuove norme sulla privacy di Google
I vantaggi di queste nuove modifiche si sostanziano in una ricerca Web più accurata e mirata verso ciò che stiamo cercando, i video consigliati su Youtube potrebbero piacerci ancora di più e Gmail sarà la nostra terza rubrica telefonica.In linea teorica, i vantaggi di queste nuove norme offrono potenzialità infinite, come la possibilità per Google di indicarci la via più breve per andare al lavoro ( avendo analizzato per esempio la posizione più cercata su Google Maps) oppure la possibilità di ricevere consigli e statistiche su tutto ciò che ci interessa.Gli svantaggi non sono da sottovalutare, con queste nuove norme infatti Google diminuisce la nostra libertà di rimanere anonimi nella rete, ogni nostro interesse e ricerca saranno oggetto di elaborazioni e dopo qualche settimana Google potrebbe anche pubblicare un nostro profilo biologico, sociale e caratteriale senza mai averci visti nè sentiti.La libertà personale riceverà quindi un grande scossone, anche se abituati a Facebook ed altri servizi.L'unica via possibile è la pazienza e vedere se il gioco  vale la candela.
La possibilità di rescindere il contratto con Google è da evitare in quanto, non essendoci ancora sulla rete un servizio grande e importante come Google ( immagini, mail, documenti, foto, ricerche, strumenti webmaster e molto altro) saremo tagliati fuori dalla rete.

Fonte : Google

Tracciabilità dei pagamenti : Ecco cosa è cambiato

venerdì 27 gennaio 2012 2 commenti

Tracciabilità dei pagamenti : Cosa è cambiato 

Nel decreto Monti, la lotta all'evasione e l'aumento della tracciabilità dei pagamenti sono stati due punti cardine della manovra, ma sono stati anche due punti molto discussi, in particolare il punto sulla tracciabilità.


  • Che cos'è la tracciabilità dei pagamenti  : Tracciare i pagamenti significa permettere al Fisco di ricostruire tutti i movimenti che ha fatto il tuo denaro, se ad esempio qualcuno ti ha accreditato qualcosa o se hai pagato un'azienda, il Fisco lo sa.Naturalmente per tracciare il denaro è necessario che il suo movimento sia effettuato attraverso strumenti che non siano il denaro contante, che infatti non ha nome e possessore, il denaro infatti può essere tracciato solamente attraverso assegni circolari, bonifici ed altri strumenti.Nell'assegno infatti c'è scritto chi è che riceve il denaro e chi è il debitore di esso, mentre un pagamento in denaro contante, potrebbe non essere mai avvenuto perché non lascia traccia di esso.



  • Tracciabilità dei pagamenti : Cosa è cambiato davvero
La manovra Monti prevede che dal 1 Gennaio 2012, l'utilizzo del denaro contante e il valore dei titoli al portatore, quindi anche i libretti di risparmio, non possa essere superiore a 1000 Euro. Ecco la parte del decreto che ci interessa :


"Le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all'importo di euro mille: conseguentemente, nel comma 13 del predetto articolo 49, le parole: «30 settembre 2011» sono sostituite dalle seguenti: «31 marzo 2012 ». Non costituisce infrazione la violazione delle disposizioni previste dall'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, commessa nel periodo dal 6 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012 e riferita alle limitazioni di importo introdotte dal presente comma."


Questo vuol dire che legalmente non potremmo effettuare pagamenti in contanti superiori a mille euro e di conseguenza non ci converrebbe neanche riceverli, in quanto poi, li dovremmo comunque depositare in banca attirando l'attenzione del Fisco sull'apparizione magica di questi soldi.
La manovra Monti prevede anche che la Pubblica Amministrazione debba pagare i propri creditori obbligatoriamente versando il denaro nel  loro conto corrente o altrimenti utilizzando altri strumenti di pagamento elettronici.La manovra Monti prevede anche che il versamento delle pensioni superiori a mille euro sia effettuato attraverso conto corrente, questo significa che ogni pensionato debba avere necessariamente un conto corrente, con evidente felicità delle banche.
Per favorire l'apertura di conti correnti in sostanza " obbligatori " è stato previsto dal Ministro dell'Economia e dalla ABI la creazione di un " conto corrente semplice " con spese quasi azzerate, trasparente e di facile utilizzo, per tutte le persone che ne dovranno utilizzare uno.La creazione di questo " conto corrente semplice " è un evoluzione del precedente già firmato nel 2010 tra Governo  ABI e consumatori.
La tracciabilità del denaro è uno strumento quindi utile a far uscire in superficie il denaro " nero " che non incrementa in questo modo la ricchezza Italiana e che non incrementa però neanche le casse dello Stato perché " Denaro che non esiste, non può essere tassato..."




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Liberalizzazioni farmacie : che vuol dire e in cosa consiste

giovedì 26 gennaio 2012 3 commenti

Liberalizzazioni farmacie : perché conviene liberalizzare le farmacie  


Liberalizzare le farmacie : Cosa vuol dire liberalizzare i farmaci di fascia C ?


Nella " manovra Monti " , la parola "liberalizzare" è una parola molto usata , anche se con grande ignoranza.In questo articolo precedente ho spiegato cosa significa liberalizzare, ora cerchiamo di capire cosa vuol dire liberalizzare le farmacie e liberalizzare i farmaci di fascia C.


  • La premessa :

Come sappiamo le farmacie hanno il monopolio della vendita dei farmaci, dopo il decreto Bersani del 2007 sulle liberalizzazioni , tra le molte novità, troviamo la liberalizzazione di alcuni farmaci e la nascita delle " parafarmacie".Adesso infatti oltre che in farmacia, i farmaci OTC ( Over the counter) e SOP (Senza obbligo di ricetta) possono essere venduti nelle parafarmacie.I farmaci OTC sono ad esempio cerotti, acqua ossigenata, cosmetici e prodotti d'erboristeria, mentre i SOP sono farmaci come il " Benagol " o il " Fluimucil ".



  • Decreto Monti sulle liberalizzazioni : Cosa prevede


Il decreto Monti prevede  prevede la vendita di farmaci di fascia C anche a strutture come ipermercati, parafarmacie ed altri istituti nella quale lavori un farmacista laureato.I farmaci di fascia C sono farmaci che necessitano una ricetta medica ma non sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale ( Il medico mi prescrive un medicinale per me necessario però me lo devo pagare da solo ).Nel decreto Monti oltre alla liberalizzazione di questi farmaci è prevista anche l'aumento del numero delle farmacie del 45%, infatti il numero delle farmacie e conseguentemente i posti di lavoro, sono decisi dallo Stato.Il decreto Monti prevede anche l'allargamento del numero di farmaci senza obbligo di ricetta( SOP) che quindi possono essere venduti nelle parafarmacie diminuendo il monopolio delle farmacie ed abbassando i costi per questi farmaci.Recentemente però, la parte sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C è stata rivisitata dal Governo con un passo indietro, stabilendo infatti ( tornando alla situazione precedente ) che i farmaci di fascia C rimangono monopolio delle sole farmacie.


  • Perché conviene liberalizzare le farmacie e i farmaci di fascia C
Sfortunatamente la liberalizzazione dei farmaci di fascia C è stata bloccata , prevedendo solo un aumento delle    farmacie, parafarmacie ed un aumento dei farmaci senza ricetta.Liberalizzare i farmaci di fascia C però, converrebbe perché produrrebbe un effettivo risparmio per il consumatore, come è avvenuto infatti per la liberalizzazione effettuata da Bersani nel 2007 per i farmaci SOP e OTC, è stato calcolato infatti che acquistando questi farmaci (cerotti, prima infanzia, prodotti da erboristeria)  presso i supermercati, il risparmio del consumatore è di circa il 18%, con un risparmio di circa 500 milioni di euro l'anno per tutto il territorio nazionale.
La lobby dei farmacisti , naturalmente, si è opposta fortemente alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C che in sostanza sono farmaci per noi obbligatori , perché prescritti dal medico, ma che dobbiamo comprare a nostre spese.I farmaci di fascia C portano nelle casse delle farmacie più di 3 miliardi di euro l'anno, per farmaci che paghiamo a nostre spese.Con questo decreto quindi il vero snodo centrale del monopolio dei farmacisti non è stato toccato, lavorando solo superficialmente.


"Rivedere le regole e applicare un minitoraggio dei prezzi svecchierebbe il mercato dei farmaci e renderebbe la vendita finalmente aperta e trasparente, con opportunità di risparmio concreto per i cittadini" - ha dichiarato Paolo Martinello, presidente Altroconsumo.




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